QUATTRO CHIACCHIERE CON…………..LEONARDO BOTTAI

A distanza di tre mesi dalla tua elezione cosa pensi del territorio mugellano?

Sono arrivato in Agriambiente nel settembre dello scorso anno. Da allora ho avuto modo di attraversare più o meno tutto il Mugello, soprattutto per vicende legate alla mia vita professionale. Il fatto politico e sociale, forse per le caratteristiche stesse del territorio, acquisisce qui largo interesse tra la gente. La storia di questi luoghi parla di personaggi di grande rilievo e famiglie nobiliari altrettanto importanti. Terra percorsa ed ahimè percossa dal ventennio fascista, oppure protagonista di periodi fortemente innovativi, come quelli che dal superamento dalla mezzadria portarono ad un rapporto di lavoro salariato. Forse qui davvero il territorio è stato in grado di dare una diversa tempra alle persone: ed io le ho incontrate nel chiaro Mugello, come D’Annunzio vi incontrò l’asfodelo.

Turismo, agricoltura, zootecnia e lavori ambientali: parlaci di Agriambiente e del mondo in cui state navigando.

Agriambiente è una realtà che porta a doverci confrontare costantemente con problemi di diverso genere.

Quello dei lavori ambientali e delle manutenzioni del verde è un comparto molto fragile ed in forte agitazione. Il problema non attiene solamente alla penuria di risorse: il mondo è cambiato in fretta negli ultimi anni ed ho l’impressione che, probabilmente, il futuro a cui stiamo puntando non vada nella giusta direzione e che quello buono rischi di fuggire alla nostra prospettiva. La crisi di alcuni settori ha fatto sì che imprese di diverso genere si affacciassero sul mercato dei lavori ambientali, aziende che applicando diversi contratti di lavoro possiedono strumenti di accompagnamento che permettono loro di poter essere più flessibili nei tempi di carenza. Una sana competizione si basa sul fatto che i competitor siano tutti dello stesso genere. Se da una parte poi abbiamo ribassi che inducono a pensare ad imprese che ricorrono al lavoro irregolare, mettendo spesso fuori mercato le aziende che operano nella legalità, dall’altra immagino che la mancanza di risorse abbia portato qualche problema per il controllo, da parte di chi ne ha la competenza, del rispetto delle norme. Se a questo si aggiunge il fatto che spesso alle gare sono invitate decine di aziende con l’istituto del sorteggio, allora davvero si comprende la differenza che c’è per le nostre imprese tra l’appetito e la fame […]. Nei territori non si ha più modo di stare, non si ha più responsabilità della propria immagine e la possibilità di poter concorrere alla manutenzione anche mettendoci la faccia! Il Codice degli Appalti ha cioè spostato geograficamente i segmenti di mercato, comportando maggiori costi, rischi ecc. e trasformando intere aziende in broker di mercato. Questa non è la nostra missione. Per evitare di assistere ad un ultimo urbanesimo, col risultato di veder trasferiti a valle tutte le incertezze ed i problemi della montagna e delle aree interne, dobbiamo promuovere gli strumenti riaffermati recentemente anche dalla normativa nazionale, come Leggi sulla multifunzionalità agricola, ancorché cooperativa, oppure l’utilizzo dell’Albo regionale delle imprese agricolo-forestali, poiché determinati interventi pubblici devono essere effettuati esclusivamente dalle imprese ivi iscritte. Albo che, ricordiamo, è aperto ad ogni impresa che risponda ai requisiti richiesti e che annualmente viene rinnovato con una procedura ad evidenza pubblica. Occorre poi riportare la cooperazione al centro di questo settore, rinnovando il forte legame tra committenza e concessionari, che consenta di salvaguardare i diritti delle persone nel lavoro.

Il comparto turistico è per forza di cose legato al territorio. Le nevicate ed il gelicidio occorsi durante i mesi a cavallo dell’anno hanno recato gravi danni alle foreste. Non si può promuovere un territorio che non è pienamente in grado di accogliere. Negli ultimi anni la penuria di risorse trasferite al comprato forestale ha messo in difficoltà anche gli Enti Pubblici delegati alla gestione. Eppure negli anni molto è stato investito in questo senso nel territorio ed oggi ci dobbiamo porre questa domanda: abbiamo sbagliato allora o stiamo sbagliando adesso? La fruizione delle foreste da parte dei cittadini passa attraverso questa chiave strategica, che funge anche da rete di salvaguardia dal punto di vista della sicurezza idrogeologica per le aree più densamente abitate. Per questi luoghi situati a cavallo dell’Appennino Tosco-Romagnolo, occorrono senz’altro maggiori risorse, ma anche strategie di lungo periodo e, più in generale, maggior condivisone col territorio sugli interventi, per mantenere vivo il presidio antropico.

Venendo invece al ramo agro-zootecnico, dal punto di vista produttivo, anche grazie alle professionalità presenti in azienda, stiamo riuscendo anzitempo a trovare dei risultati gestionali veramente interessanti in funzione degli investimenti che Agriambiente ha recentemente effettuato. Mentre noi ci sforziamo di essere sempre più competitivi in un contesto di continua crescita del mercato biologico, il prezzo del latte continua a decrescere: da una parte per via delle grandi multinazionali europee le quali, attraverso le proprie partecipate, impongono modifiche unilaterali al ribasso del prezzo alla stalla. Dall’altra perché il prezzo base di riferimento è costituito in buona parte dal mercato di altre regioni, dove magari sono ancora attivi sovvenzionamenti che in Toscana stanno terminando. Occorre pensare ad innovazioni che rafforzino la filiera, come ad esempio la costituzione di una organizzazione dei produttori lattiero-caseari toscana, ma anche omogeneizzare i criteri di sovvenzione nel mercato italiano, almeno per starci tutti dentro ad armi pari.

Oggi il Bio è una strada sicura per le aziende agricole del Mugello?

Le aziende bio della nostra regione stanno soffrendo per il termine delle misure di sovvenzionamento del Piano di Sviluppo Rurale toscano, fattore che porta addirittura a valutare una riconversione al convenzionale. Parliamo di aziende che continuano ad essere notevolmente svantaggiate nel mercato rispetto a quelle che praticano agricoltura convenzionale (la razione della vacca da latte biologica costa più del 40% rispetto ad una equivalente in regime convenzionale) ed in molti casi il prodotto non è in mano alle imprese produttrici. Quanto detto rischia di vanificare gli sforzi di molti agricoltori bio toscani, quando ad esempio sono già più di 10.000 gli ettari di SAU (Superficie Agricola Utilizzata) che in Mugello vengono coltivati con tecnica di coltivazione biologica. Con la nascita dell’Associazione Produttori Biologici del Mugello, che negli scorsi mesi ha presentato il proprio marchio collettivo territoriale, credo che si sia imboccato la strada che potrà portare al Biodistretto in Mugello, fattore che potrebbe dare una risposta anche alle criticità accennate. Chiediamo quindi un forte impegno della Regione nella definizione della norma per il riconoscimento dei Biodistretti, norma che oggi non abbiamo!

Quali sono gli obiettivi che vorresti raggiungere durante la tua presidenza?

Agriambiente è una miniera di risorse umane. Ho avuto la fortuna di trovare un team di persone preparate e affiatate, che mi affiancano nel mio lavoro ed è questa la cosa che mi sta dando maggiore stimolo e maggiore soddisfazione. Un piacere imparare da loro e poter crescere anche a livello personale oltreché professionale.

L’obiettivo rimane sempre quello cooperativo, ovvero la generazione di valore a beneficio dei soci, con l’ambizione di poter garantire loro un lavoro dignitoso, magari producendo anche nuova occupazione nel territorio. Parlo della sana cooperazione: quando dico che la reputazione del nostro mondo è in capo ad ognuno di noi cooperatori, colgo un elemento di diversità tra la cooperazione e gli altri operatori del mercato. Noi dobbiamo far rivivere la nostra diversità: anche se diversi non vuol dire per forza migliori, abbiamo forse qualcosa in più da dare e dobbiamo trasferire il nostro carattere cooperativo in quello che facciamo.

Per Agriambiente razionalizzare il patrimonio continua ad essere una fra le principali missioni, come pure ottimizzare ed incrementare la produttività dei comparti. Sviluppare progetti credibili sulle energie alternative, che non si basino soltanto sulle sovvenzioni, ma che riescano ad ottimizzare il ciclo aziendale. Ed infine, davvero mi piacerebbe sviluppare un progetto di intensa alleanza con una delle realtà cooperative del territorio a noi più affine: per questo abbiamo avviato una forte collaborazione nel comparto agro-zootecnico con la cooperativa Emilio Sereni di Borgo San Lorenzo.

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